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Lombardini22 - L22
Gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria, Lombardini22 ha introdotto un metodo multidisciplinare e multiautoriale, basato su un’attività di analisi e consulenza strategica pre- progetto, sviluppata da professionisti altamente specializzati in tutte le discipline dell’architettura, dell’ingegneria, del marketing e della comunicazione.Oggi Lombardini22, al 1° posto nella classifica elaborata da Guamari delle Top 200 società di architettura e design italiane in base al fatturato, è specializzata nei settori Office, Retail, Urban, Living, Hospitality, Education, Data Center, ESG, neuroscienze. Orientata ai processi e con forti competenze digitali, l’azienda è una comunità giovane, aperta e internazionale di professionisti con un’età media di 35 anni e 28 nazionalità diverse.
Stefano Mancuso
Scienziato e divulgatore, Stefano Mancuso è tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e divulgare una nuova verità sulle piante, creature intelligenti e sensibili capaci di scegliere, imparare e ricordare. Professore ordinario presso l’Università di Firenze e ordinario dell’Accademia dei Georgofili, dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale con sedi a Firenze, Kitakyushu, Bonn e Parigi. È stato il primo scienziato italiano ad essere invitato nel 2010 come speaker in un TED Global tenutosi ad Oxford e successivamente visualizzato oltre 1,4 milioni di volte solo sul sito TED. Nel 2014 fonda PNAT, una start-up dell’Università di Firenze per la creazione di tecnologia ispirata dalle piante. Nel 2016 vince il premio del Ministero della Scienza e Tecnologia austriaca “Wissenschaftbuck des Jahres” per il miglior saggio scientifico dell’anno. In qualità di scrittore esordisce nel 2013 pubblicando con Giunti il pluripremiato best-seller Verde brillante. Nel 2018, il suo libro Plant Revolution vince il Premio Galileo 2018, il più prestigioso premio per la saggistica scientifica. Seguono con Laterza L’incredibile viaggio delle piante (2018), La Nazione delle Piante (2019) vincitore del Premio Capalbio e dell’Earth Prize, La pianta del mondo (2021) vincitore del Premio Pozzale Luigi Russo e Fitopolis, la città vivente (2023). Nel 2022 ha pubblicato con Einaudi La tribù degli alberi, il suo primo libro di narrativa. I suoi libri sono tradotti in 27 lingue. È inoltre autore di vari podcast tra cui Di sana Pianta realizzato nel 2023 per Chora Media in collaborazione con l’agenzia letteraria di Elastica. Nel 2022 è stato insignito del Fiorino d’Oro, il massimo riconoscimento della Città di Firenze, ed è stato nominato direttore scientifico della neonata Fondazione per il futuro delle città. Ph. Elastica
Gaetano Pesce
Gaetano Pesce è nato a La Spezia nel 1939. Vive a New York e il suo lavoro abbraccia i campi del design, arte e architettura senza distinzione. In quarant’anni di carriera Gaetano Pesce, architetto, artista e designer, ha realizzato progetti pubblici e privati negli Stati Uniti, Europa, America Latina e Asia nel campo dell’architettura, dell’urbanistica, della progettazione di interni, del design industriale e delle mostre, guidato da una tensione costante verso l’innovazione e la sperimentazione. L’opera multidisciplinare di Pesce è stata presentata da Herbert Muschamp, autorevole critico dell’architettura, come “l’equivalente architettonico di un brainstorm” ed è rappresentata nelle collezioni permanenti dei più importanti musei al mondo tra cui il MoMA, il Metropolitan Museum di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Museo Vitra in Germania, il Montreal Museum of Art e vari musei giapponesi, portoghesi e finlandesi. Pesce è stato insignito di numerosi premi tra cui il prestigioso Chrysler Award for Innovation and Design nel 1993, l’Architektur und Wohnen Designer of the Year nel 2006 e il premio Lawrence J. Israel del Fashion Institute of Technology di New York nel 2009. Il suo approccio al design ne ha segnato la storia e i suoi lavori sono stati celebrati in mostre di straordinaria importanza come Italy: New The New Domestic Landscape tenutasi al MoMA nel 1972; la retrospettiva Gaetano Pesce: Le Temps des Questions, organizzata nel 1996 al Centre Georges Pompidou; Pushing the Limits, tenutasi presso il Museum of Art di Filadelfia nel 2005; GaetanoPesce: Il rumore del tempo, alla Triennale di Milano sempre nel 2005; la retrospettiva Il Tempo della Diversitá, al MAXXI di Roma nel 2014. Tra le aziende che realizzano i suoi progetti figurano Cassina, B&B Italia, Bernini, Knoll International, Venini, Swarovski, Meritalia e Zerodisegno. Nato a La Spezia nel 1939, Pesce studia architettura all’Università di Venezia e scrive in gioventù un manifesto in difesa del diritto all’incoerenza nell'arte, alla necessità di cambiare, di essere liberi, di non ripetersi. Nel corso dei seguenti 28 anni, Pesce insegna all’Institut d’Architecture et d’Etudes Urbaines di Strasburgo, al Carnegie Mellon di Pittsburgh, all’Accademia Domus di Milano, al Politecnico di Hong Kong, alla Scuola di Architettura di São Paulo e alla Cooper Union di New York, città in cui si trasferisce nel 1980 dopo aver vissuto a Venezia, Londra, Helsinki e Parigi. I confini tra arte, design e industria diventano irrilevanti nella produzione di Pesce, perché anche l’arte è un prodotto, è la risposta creativa ai bisogni del tempo in cui viviamo. La sua continua ricerca nel campo dei materiali avanzati, dei linguaggi e della tecnologia si è tradotta in produzioni iconiche quali la serie Up (1969), composta di sette esemplari di sedute dalle forme voluttuose, tra cui la Up #5, La Mamma, il primo prodotto di industrial design chiamato a veicolare un messaggio politico, quello di denuncia della condizione femminile nel mondo.  Nel 2002 con la collezione di design Nobody’s Perfect, realizzata con resine elastiche di poliuretano, Pesce dà vita alla sua idea di “serie diversificata”: le scelte creative degli artigiani che producono i pezzi conferiscono agli oggetti un colore e una texture irripetibili. Pesce rifiuta la ripetizione e l’astrazione, mentre ama il colore, i nuovi materiali, i contenuti politici, il “malfatto”, le provocazioni, il femminile, il figurativo, l’umano e tutti e cinque i nostri sensi. La sua ristrutturazione della sede dell’agenzia di pubblicità TWBA/Chiat/Day di Manhattan (1995) è stata salutata dal New York Times come “un’opera d’arte straordinaria, che si distingue nettamente dal lucido rigore di quell’estetica che abbiamo finito per associare con la modernità”. L’Organic Building, costruito tra il 1989-1993 ad Osaka, in Giappone, e la cui facciata è costituita da un giardino verticale, è stato dichiarato monumento civico dalla città.Nel 2011 Pesce presenta l’installazione L’Italia in Croce, esposta al Museo del design della Triennale a Milano e alla Biennale di Venezia.Nel 2012 presso la David Gill Gallery a Londra espone Six Tables on Water, una collezione di tavoli-paesaggio che rappresentano la superficie, la densità edi cangianti colori dell’acqua nelle sue diverse forme: oceani, lagune, stagni e pozzanghere visti a volo d’uccello. Nel 2016 a Firenze, con Maestà Tradita (mostra al Museo Novecento e installazione in Piazza S. Maria Novella), denuncia ancora una volta la difficile condizione della donna nella società contemporanea e l’ipocrisia che alla base, spesso, mina il cambiamento. Una gigantesca figura di donna ricoperta da quelli che sembrano brandelli di carne, poggia su un trono che richiama le forme dell’UP5, a simboleggiare una vana e vuota idea di maestà. Nel 2017 espone al Museo del Vetro di Murano il risultato delle sperimentazioni sul vetro fatte al C.I.R.V.A. di Marsiglia dal 1988 al 1992 e che hanno portato all’invenzione di cinque rivoluzionare nuove tecniche di lavorazione di questo materiale. Sempre nel 2017 presso il complesso Museale di Palazzo Ducale a Mantova, la mostra Architettura e Figurazione celebra la visionaria creatività dell’artista tramite l’esposizione di alcuni dei suoi più significativi progetti architettonici. Nel 2018 presenta al Palazzo della Ragione di Padova la grande retrospettiva Il Tempo Multidisciplinare e l’anno successivo, in occasione del 50esimo anniversario della serie Up prodotta da B&B Italia, una Up5&6 di 8 metri, la Maestà Sofferente, campeggia in piazza del Duomo denunciando ancora una volta le sopraffazioni e i pregiudizi di cui le donne sono vittime. Nel 2021, Gaetano Pesce ha presentato la sua prima mostra itinerante in Asia. Nel 2022, ha disegnato lo spazio per la sfilata di debutto di Matthieu Balzi per Bottega Veneta a Milano, composto da un pavimento artistico in resina e 400 sedie pezzi unici.   Photo credits Gabriele Zanon
Dawei Wang
Founder, President Classic Living GroupNel 1993 Dawei Wang ha fondato Classic Living Group, la prima azienda in Cina a importare mobili e stili di vita di alto livello direttamente dall’Europa. Wang è oggi riconosciuto tra i più importanti imprenditori nel settore dell’arredamento di lusso, nonché noto sostenitore della cultura che ruota intorno a uno stile di vita premium. Con oltre 30 anni di esperienza nel settore dell’arredamento per la casa, Wang ha dimostrato intuizioni profonde e lungimiranza eccezionale: fattori che hanno sempre permesso alla sua azienda di mantenere una posizione di primo piano. Professionista esperto in ambito socio-economico e finanziario, ha anche ottenuto un dottorato in gestione finanziaria presso la Temple University negli Stati Uniti.  
A.J. Weissbard
Formatosi a New York, nel suo cammino di artista poliedrico A.J. Weissbard utilizza in modo originale la luce e lo spazio per realizzare opere destinate al teatro e alla danza, al palcoscenico e ai musei, alle installazioni architettoniche e ai grandi eventi multidisciplinari, incluso il mondo del fashion design. Ha collaborato con numerosi artisti e designer tra cui Robert Wilson, Peter Stein, Luca Ronconi, Marina Abramovic, Peter Greenaway, William Kentridge, David Cronenberg, Andriy Zholdak, Shirin Neshat, Gae Aulenti, Fabio Novembre, Giorgio Armani, Brioni, Hugo Boss, Ermenegildo Zegna, CocoRosie e la compagnia di danza di Martha Graham, solo per citarne alcuni. Il suo lavoro è stato presentato nei principali teatri d'opera, festival, palcoscenici e musei di oltre 50 paesi in tutto il mondo, tra cui il Lincoln Center di New York, la Los Angeles Opera, il Teatro alla Scala di Milano, l'Opera Garnier di Parigi, l'Opera La Monnaie di Bruxelles, il Teatro Real Madrid, l’antico Teatro Greco di Epidauro, la Deutsche Oper di Berlino, l'Esplanade di Singapore, il Bunka Kaikan di Tokyo, il Teatro Municipal di San Paolo, la Royal Opera House di Muscat, la Brooklyn Academy of Music, il Bolshoi Theatre di Mosca, il Guggenheim di New York e Bilbao, la Royal Academy di Londra, il Petit Palais di Parigi, il Vitra Design Museum, la Triennale di Milano, il Quirinale di Roma, il Kunstindustrimuseum di Copenaghen, lo Shanghai Art Museum, l'Aichi World Expo, il Salone del Mobile di Milano, la Biennale di Venezia e il Louvre di Parigi. Oltre che invitato a insegnare e a parlare di light design in numerose istituzioni e scuole in tutto il mondo, è stato Direttore dell’International Summer Program di Watermill, dove ha coordinato il lavoro di numerosi giovani artisti e prodotto centinaia di progetti. AJ Weissbard sostiene la conoscenza e l'importanza del tema della luce in ogni forma e in ogni momento dell’educazione artistica. Ph. Monta Tigere
Parasite 2.0
Parasite 2.0 è un'agenzia di design e ricerca con sede a Milano. Fondata nel 2010 da Stefano Colombo, Eugenio Cosentino e Luca Marullo, indaga lo stato degli habitat umani, agendo all'interno di un ibrido tra architettura, design e scenografia. Parasite 2.0 ha lavorato e collaborato con varie istituzioni e brand tra cui: Triennale Milano, Copenhagen International Fashion Fair, Ikea, Missoni, Terraforma Festival, Sunnei, Venice Architecture Biennale e Shenzhen Architecture Biennale, tra gli altri. L’agenzia ha condotto attività didattiche presso istituti italiani come NABA Nuova Accademia Belle Arti Milano, Politecnico di Milano ed europei come la Faculté d'architecture de l'université libre de Bruxelles e la Rietveld Academy di Amsterdam. Dal 2022 i suoi fondatori insegnano regolarmente alla Design Academy Eindhoven.Parasite 2.0 ha ricevuto il premio YAP Young Architects Program MAXXI nel 2016.
Johanna Agerman Ross
Johanna Agerman Ross è stata recentemente nominate Capo Curatore “Conran Foundation” del Design Museum di Londra ed è responsabile del programma espositivo dell’istituzione. In passato è stata curatrice della sezione del V&A dedicata all’arredamento e al design del XX secolo e dell’epoca contemporanea. In tale veste ha curato – in collaborazione con colleghi presso il Vitra Design Museum, il V&A Dundee e il maat di Lisbona – la nuova galleria permanente sul design dal 1900 a oggi, e la mostra Plastics: Remaking Our World, progetto itinerante che ha toccato diversi Paesi. Inoltre, è a capo della nuova iniziativa Make Good: Rethinking Material Futures, simposio e vetrina che, annualmente, fa il punto sui materiali naturali e rinnovabili utilizzati nei settori design e architettura. Nel 2011 Agerman Ross ha fondato la rivista di design Disegno, di cui è tuttora direttrice. Nata in Svezia, si è trasferita nel Regno Unito per gli studi, prima presso il London College of Fashion e poi al Royal College of Art, dove ha conseguito il master in storia del design. In passato ha lavorato anche come vice editor ed editor ad interim della rivista di design e architettura Icon. 
Rodolfo Agrella
Rodolfo Agrella è designer e architetto con sede a New York, nato e cresciuto a Caracas, è il cuore di un team incaricato di manifestare le narrazioni in prodotti fisici e digitali, interni, grafica, mostre e spazi immersivi pluripremiati. Il suo studio RADS - Rodolfo Agrella Design Studio, fondato più di dieci anni fa a New York, ha realizzato gioiose collaborazioni con marchi internazionali come Absolut, Koziol, TaiPing Carpets, Silverspot Cinemas, WeWork, Bernhardt Design, Heller, 3M, MoMA, Steinway & Sons, Wanted Design e ICFF, sviluppando prodotti, grafica, mostre e direzioni creative. Il lavoro e il talento di Agrella sono stati esposti nelle più importanti sedi e fiere mondiali, come il Salone Satellite di Milano - dove la sua carriera è iniziata - ottenendo riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso German Design Award-Special Mention.
Akgün Akdil
Akgün Akdil è design editor, art director e interior stylist. È anche fashion editor e fashion stylist. Dopo aver conseguito la laurea in Architettura del Paesaggio, ha iniziato la sua carriera editoriale nella rivista Country Homes come style editor. Da allora ha lavorato per le riviste Elle Décor, House Beautiful, Home Art, Marie Claire Maison, InStyle Home, Madame Figaro, GQ, InStyle, Harper's Bazaar, Cosmopolitan come giornalista freelance in Turchia. Segue servizi fotografici, scrive articoli e interviste. Akgün è regolarmente invitata come giornalista alle principali fiere, eventi come il Salone del Mobile, la Milano Design Week a Milano; Paris Fashion Week, Maison & Objet, Paris Design Week, La Biennale Paris, Paris Déco Off, Who's Next, Paris Photo, Art Paris, IdéoBain a Parigi; La Biennale Internazionale del Design di Saint-Étienne; Environment a Francoforte. Oltre a creare e gestire progetti legati all'arredamento, alla moda e alla gastronomia, Akgün partecipa come stilista e art director in spot televisivi, riprese pubblicitarie e documentari. Si occupa anche di visual merchandising per negozi e stand fieristici. È consulente di immagine e stile, personal stylist per donne e uomini, comprese alcune celebrità.
David Barragán, Al Borde
Co-fondatore | Al Borde Al Borde è uno studio di architettura di Quito, in Ecuador, fondato nel 2007 da David Barragán, Pascual Gangotena, Maríaluisa Borja ed Esteban Benavides. Lavora nel territorio dell’interrogativo, dove le certezze su cosa l’architettura debba o non debba essere si evolvono continuamente. La sua filosofia si sviluppa nella realizzazione concreta, affinando la precisione e la cura dei dettagli in loco; persegue un’architettura la cui estetica sia consapevole dell’energia impiegata durante la costruzione, e che appaia priva di sforzi perché basata su un’unione chiara e logica dei materiali. Un’architettura aperta alla partecipazione attiva dei suoi utenti a partire dal processo di progettazione e costruzione, dove tutti possono vedere il problema risolto senza la pretesa di soddisfare i requisiti del progetto. In Al Borde, il design pone al centro il dibattito sulla sostenibilità della vita (risorse, corresponsabilità, consumo, disuguaglianze di genere e sociali). Costruisce utilizzando risorse e tecniche locali e valorizza sempre il territorio come variabile particolare e unica. I progetti dello studio raccontano così le usanze delle persone, la loro storia, i loro problemi e i loro bisogni: restituiscono una radiografia del luogo in cui nascono e, nella loro diversità, riflettono la disponibilità degli individui a confrontarsi con le idee, assumersi rischi e partecipare al processo decisionale   Ph. JAG Studio